SPECIAL TEST KAWASAKI Z750 M.Y. 2007 // Tuner: CARLO MANCINELLI // Potenza @ ruota: n.d. // Costo intervento: 7.500,00 euro
Continua la saga delle Z750 firmate da Carlo Mancinelli. Dopo le due versioni basate sulla (ormai…) vecchia 2005 non poteva mancare un’accurata elaborazione del modello 2008. Il tuner romano si è concentrato molto su estetica e ciclistica, con un risultato finale di altissimo livello per componentistica e qualità realizzativa
Testo: Pierangelo Benedetti // benedetti@specialmag.it Foto: Roberto Brodolini // brodolini@specialmag.it e Andrea Fazzari // fazzari@specialmag.it Tester: Emanuele Freddo // freddo@specialmag.it
CHIAVE DI LETTURA Le creature del Dottor Z sono sempre state curate nel minimo dettaglio. Dopo le due versioni del modello 2005 ecco l'ultima versione basata sul modello attuale, una moto curata con attenzione in ogni reparto.
SENSAZIONE ON BOARD In pista è la ciclistica a stupire. La forcella della 636 si “sente” eccome, unita anche al nuovo impianto frenante con le pinze e la pompa radiali. La posizione di guida e molto più sportiva grazie alle nuove pedane e al nuovo manubrio.
Carlo Mancinelli è veramente un osso duro. Il suo sogno, quello di realizzare un trofeo dedicato alla 750 Kawasaki, è cullato da una passione senza fine. Una passione che non si è mai fermata davanti a niente e che in tutti questi anni ha continuato a pulsare. Metter su un monomarca non è cosa facile, il “nostro” Carlo ne è ben consapevole, ma nonostante i mille ostacoli incontrati il lavoro intorno alla sua moto non si è mai interrotto. Dopo le due versioni sul modello 2005, di cui abbiamo parlato sui numeri 23 e 31 di Special, il “Dottor Z” (ormai in redazione lo chiamiamo così…) è tornato alla carica con la sua interpretazione del model year 2008. La nuova moto è davvero bella e curata in ogni particolare, soprattutto per quanto riguarda l’estetica e la ciclistica. Dopo varie peripezie (1° test, Anagni: pioggia - 2° test, Magione: “Senza dB-killer non puoi entrare”) l’abbiamo testata sul circuito ISAM di Anagni. Scopriamo nel dettaglio come è fatta e quale è stato il responso del nostro tester Emanuele Freddo.
Veste sportiva ma elegante La prima cosa che salta all'occhio è sicuramente la nuova livrea, con quel verde tanto caro ai “Kawasakisti” doc. Codone e muso sono tinta unita, mentre sulla parte superiore del serbatoio sono stati usati anche il nero e il bianco per un tocco racing. Non si può non far caso al cupolino... È firmato Puig, ma ha una forma strana, mai vista. Il Dottor Z ci svela il segreto: “Quel plexiglas è della ER-6n, perché il modello Puig per la Z750 non mi piaceva, e l'ho personalizzato tagliandolo ai lati e modificandolo alla base”. Ora è infatti molto affilato e incattivisce la zona anteriore. Nella vista laterale spiccano le pedane in Ergal regolabili della Bonamici Racing, il puntale motore e due elementi di serie dai colori nuovi: i fianchetti del radiatore verniciati neri e le pedane del passeggero anodizzate. Sul codone troviamo il guscio originale Kawasaki monoposto e una nuova sella artigianale in alcantara. La soluzione che comunque arricchisce di più il reparto posteriore è la capriata di rinforzo per il forcellone di serie, un innesto tubolare che oltre ad irrobustire il complesso offre un qualcosa di originale a livello estetico. A completare l'intervento troviamo alcuni accessori aftermarket, come il portatarga New Label, gli specchi retrovisori Orion, manubrio e riser Rizoma. La Bonamici Racing, oltre alle pedane, ha fornito il tappo olio, i terminali manubrio e gli attacchi per il cavalletto posteriore, ovviamente tutto realizzato in Ergal dal pieno. Interessante poi l'adattamento degli indicatori di direzione: quelli davanti sono della ZX-10R 2007, mentre i posteriori derivano dalla sorella maggiore Z1000 2008.
Trapianto d'organi da corsa Profondo e interessante l'intervento sulle sospensioni. Il Dottor Z è stato artefice di una vera operazione chirurgica: ha espiantato la forcella, completa di pinze radiali, da una ZX-6R del 2005 “regalandola” alla sua 750, fissando il nuovo arto al telaio con una piastra di sterzo inferiore in Ergal by Bonamici Racing e mantenendo la piastra superiore di serie. La scelta della forcella è stata oculata soprattutto per quanto riguarda la zona di ancoraggio del cerchio: il perno ha le stesse dimensioni per entrambe le moto e quindi non c'è stato bisogno di intervenire sui cuscinetti. Stesso discorso vale per l'accoppiamento pinze-dischi, con il medesimo diametro di quest'ultimo sia per Z750 2007 che per ZX-6R 2005 (300 mm). Per la sospensione posteriore invece è stato scelto un monoammortizzatore Matris “Monoshock” pluriregolabile. Dalla stessa azienda Mancinelli ha “prelevato” anche l'ammortizzatore di sterzo M4R, la versione con azoto top di gamma Matris. L'impianto frenante invece è stato affinato con piccoli interventi: la pompa freno di serie è stata sostituita con una radiale di derivazione Z1000 e le tubazioni sono ora in treccia con raccordi in acciaio firmate Goodridge, marchio distribuito in Italia dalla Fast by Ferracci. Infine non poteva mancare un bel treno di pneumatici sportivi e la scelta del Dottor Z è stata sicuramente valida: Bridgestone BT002.
Due ritocchi al motore La preparazione del motore non è stata approfondita, come è invece avvenuto per ciclistica ed estetica. Mancinelli ha sostituito il terminale di scarico con un modello in titanio realizzato dalla Ajko di Ciampino (RM), che ha regalato leggerezza al reparto posteriore della naked giapponese e un sound incredibilmente “arrogante”. L'altro intervento ha riguardato invece la trasmissione finale, sostituita con un kit D.I.D GP passo 520 con rapporto modificato: la corona ha infatti due denti in più per una migliore accelerazione. Il preparatore sta comunque per completare la modifica al propulsore, provvedendo ad installare un filtro aria sportivo e una centralina aggiuntiva per sfruttare al meglio i nuovi componenti.
Non c'è due senza tre Come detto in precedenza il test di questa Z750 è stato un vero calvario. Al primo appuntamento all'ISAM di Anagni, risalente ad aprile, al momento di entrare in pista il meteo ha tirato un brutto scherzo: scroscio d'acqua inverosimile e tutti a casa... A maggio invece splendida giornata, ma fonometro incorruttibile e lapidario commento del commissario di pista: “Senza dB-killer non puoi entrare, sei fuori di 7 decibel!”. Così abbiamo dovuto “tirare la staccata” fino a luglio, di nuovo all'ISAM, e finalmente senza intoppi! Il nostro Emanuele Freddo ha testato sul nastro d'asfalto di Anagni la creatura del Dottor Z. Le impressioni sono state subito positive: “La moto si comporta bene sia sul veloce che nelle esse più strette e il merito va riconosciuto ad un anteriore stabile e massiccio. Il trapianto della forcella ha sicuramente giovato, anche alla frenata, con le pinze della 636 più performanti”. Emanuele, nonostante l'intervento limitato, è soddisfatto anche del motore: “Ha perso un po' di spinta ai bassi regimi guadagnandoli però in alto e la trasmissione finale accorciata aiuta ad uscire dalle curve. Il sound poi è davvero spaziale, difficile passare inosservati!”. Infine anche un giudizio sul comfort della moto: “La posizione di guida è racing: si sentono molto le pedane arretrate e il nuovo manubrio. Il rivestimento della sella invece è sicuramente bello ma un po’ troppo turistico”. Giudizio positivo su tutti i fronti, quindi possiamo dire che Il Dottor Z ha colpito ancora!
CURIOSITÀ TECNICA L'elemento più interessante sulla moto di Carlo Mancinelli è senza dubbio la capriata di rinforzo del forcellone. Questa è ancorata tramite i dadi di serraggio della ruota posteriore e sulla traversina del forcellone.
PREGI Estetica curata nel dettaglio Forcella e pinze ZX-6R DIFETTI Sella poco sportiva Motore non troppo elaborato
IL VERDETTO Estetica 29/30 Curata in ogni dettaglio Meccanica 26/30 Non molti gli interventi sul motore Ciclistica 28/30 Possente con la nuova forcella e il mono Matris In pista 28/30 La nuova ciclistica la rende più stabile e veloce
VOTO FINALE 102/110 L'intervento accurato ha regalato alla Z750 una veste più aggressiva e un ottimo comportamento in pista, ma con un motore “tranquillo”
SCHEDA INTERVENTO ESTETICA Verniciatura by CM Design Plexiglas Puig modificato (tagliato ai lati e modificato alla base ex ER-6n) Pedane regolabili Bonamici Racing Puntale Puig Fianchetti radiatore verniciati neri Parafango ant. ZX-6R 2005 in vtr Pedane passeggero anodizzate Monoposto originale Portatarga New Label Indicatori di direzione ant. ZX-10R 2007 Indicatori di direzione post. Z1000 2008 Sella in alcantara by CM Design Specchi retrovisori Orion Manubrio 28 mm Rizoma Riser Rizoma Terminali manubrio Bonamici Racing Tappo olio Bonamici Racing Tappo serbatoio verniciato CICLISTICA Pompa ant. radiale Z1000 Forcella completa di pinze radiali e cerchio derivaz. ZX-6R 2005 Piastra di sterzo inferiore Bonamici Racing in Ergal dal pieno Capriata di rinforzo forcellone by CM Design Tubazioni freno in treccia Goodridge Ammortizzatore di sterzo Matris M4R Mono pluriregolabile Matris “Monoshock” Pneumatici Bridgestone BT002 MOTORE Terminale di scarico in acciaio Ajko Kit trasmissione passo 520 D.I.D GP TOTALE intervento: circa 7.500 euro
SCHEDA PREPARATORE Carlo Mancinelli nasce professionalmente negli anni settanta come titolare di un concessionario Kawasaki di Roma. Tra la fine degli ottanta e l'inizio degli anni novanta oltre all'attività commerciale dedica il suo tempo alla personalizzazione di modelli BMW e Harley-Davidson e al restauro di auto d'epoca. Nel 1996 fonda l”Associazione auto e moto d'epoca 133" che è anche sede dello Z Sport Club. Questo è dedicato a tutti gli appassionati e i possessori di Kawasaki Z750 e Z1000 desiderosi di scambiarsi pareri e opinioni e di incontrarsi per organizzare attività ed eventi.
INFOLINE Associazione auto e moto d'epoca 133 Via Casilina Vecchia, 133 - 00100 Roma Tel.: 06/78359360 Web: www.z-sportclub.it Web: www.z-sportcup.it E-mail: cm@z-sportclub.it
ciao mago x cortesia dove posso procurarmi ilrinforzo del forcellone e quanto costa? grazie in anticipo
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bella belvetta ! scritto da silvano,
January 10, 2009
complimenti per il bel lavoro, lo ammiro in modo particolare: unica nota "stonata" per il mio parere il forcellone posteriore: non combina con il frontale molto più performante a livello ciclistico ed estetico, sarebbe stato più bello un forcellone posteriore scatolato o monobraccio. il terminale è un pò troppo "trombone" ed infatti i commissari di pista da un anno a questa parte li "suonano" al contrario facendo storie per i decibelcatalizzassero e fonorizzassero gli aerei!!) comunque, l'articolo su questa moto lo avevo letto ad agosto e per quello che valgono le mie opinioni, bravo! continua cosi. ciao
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