“Mi avete rotto il ca**o”: baraonda da Del Debbio, finisce la puntata e volano stracci [VIDEO]

Paolo Del Debbio sbotta in diretta a “Dritto e Rovescio”, le sue parole shock sconvolgono il pubblico del programma.

Paolo Del Debbio
Paolo Del Debbio (fonte mediasetplay)

“Dritto e Rovescio” è il talk-show di Rete 4 regolarmente in onda ogni giovedì in prima serata. A condurre il programma di approfondimento è il giornalista Paolo Del Debbio, toscano di estrazione e verace per natura. Il conduttore è stato fortemente criticato dal pubblico per l’apparente parzialità con cui conduce il programma, in cui talvolta nega il contraddittorio, specie se l’argomento in gioco è la situazione pandemica nel Paese.

Ieri sera Del Debbio ha perso le staffe in diretta, arrivando a esternazioni di somma volgarità: l’episodio è già diventato virale nel web. Vediamo cos’è accaduto negli studi Mediaset.

Paolo Del Debbio si lancia in una feroce filippica a “Dritto e Rovescio”

Protesta Giorno della Memoria
Protesta Giorno della Memoria (fonte mediasetplay)

La giornata di ieri è stata vissuta come un fardello da una grossa fetta della popolazione italiana: il 27 gennaio ricorre infatti il Giorno della Memoria, instaurato per omaggiare il ricordo delle vittime delle Shoah. In questo particolare momento storico, in cui le pressioni da parte del Governo hanno raggiunto vette impensabili, i cittadini che si son visti esclusi dalla vita sociale  hanno deciso di manifestare il loro dissenso in modo plateale.

Come segno di protesta, infatti, in alcune città italiane le piazze si sono gremite di manifestanti che, esibendo casacche a strisce, hanno creato un’inevitabile parallelismo tra le leggi razziali e i diktat odierni delle Istituzioni italiane. Paolo Del Debbio, dopo aver mandato in onda un servizio che mostrava tali proteste, ha commentato a titolo personale. Ecco le sue parole: “Ve lo dico con tutta chiarezza, mi aggredirete, eccetera: oggi è il Giorno della Memoria, e ripeto, parla il figlio di un deportato. Non dovete rompere il c*zzo con i campi di concentramento! Non dovete rompere il c*zzo! E’ ora di farla finita! Poi, fate pure quel che vi pare, sui social… non me ne f*tte un c*zzo!“.

Il web si pronuncia sul conduttore

Comprensibilmente il web si è pronunciato nei confronti del conduttore. Ecco un eloquente esempio: “Glielo dico anche io con tutta chiarezza e Le parla la nipote di PERSONE (più persone) MORTE NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO che hanno lottato e glielo dico io che i vostri discorsi SONO SIMILI A QUELLI DI QUEI TEMPI- APPUNTO NON SI SCHERZA.“.

Il 27 gennaio è sempre una data spinosa da affrontare, e purtroppo in questo caso ha creato ancora maggiori divisioni, anziché invitare alla riflessione. Vedremo i risvolti  mediatici legati all’accaduto.