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SPECIAL TEST YAMAHA YZF-R1 M.Y. 2007 by X-BIKE PERFORMANCE
Una special curata in ogni dettaglio e con componenti di altissimo livello in tutti i reparti. Sulla griglia di partenza di una gara della SBK si “confonderebbe” tranquillamente tra le avversarie. Il merito di questo risultato così importante è da attribuire a due ragazzi di Pesaro, “Ripo” e “Lele”, titolari della Xbike Performance. Il nostro Sebastiano Zerbo l’ha messa alla corda a Magione, seminando il panico tra gli amatori con i suoi sorpassi e traversi in staccata...
Testo: Pierangelo Benedetti // benedetti@specialmag.it Foto: Roberto Brodolini // brodolini@specialmag.it e Igor Gentili // gentili@specialmag.it Tester: Massimiliano Gervasio e Sebastiano Zerbo
Test pubblicato su Special n.44 - dic.07/gen.08 // Tuner: XBIKE PERFORMANCE (PU) // Potenza @ ruota: 167,2 CV @ 12.500 giri/min // Costo intervento: 19.822,00 Euro
SENSAZIONE ON BOARD “UNA VOLTA SISTEMATO L’ASSETTO È STATO UN VERO PIACERE SPREMERE IN PISTA QUESTA R1. MOTORE POTENTE E IMPIANTO FRENANTE SEMPRE AFFIDABILE”
CHIAVE DI LETTURA Questa R1 rappresenta l’esame di maturità della Xbike Performance, una giovane azienda di cui sentiremo ancora parlare
La Xbike Performance è una giovane realtà marchigiana, un “tuning center” a gestione familiare. Dietro un nome così accattivante si celano le grandi capacità dei fratelli Ripanti, Francesco e Raffaele (Ripo e Lele), titolari dell’azienda, che prima di essere due professionisti del settore sono degli sfegatati appassionati delle due ruote, pronti in ogni occasione possibile ad infilarsi tuta e casco per andare a girare in pista. È proprio la loro costante esperienza sui circuiti di tutta Italia che li ha spinti a scegliere sempre il meglio del mercato aftermarket per loro creazioni. E la R1 che abbiamo avuto il piacere di testare sul tracciato di Magione ne è la testimonianza. La moto appare in tutto e per tutto una vera superbike, forte di una componentistica senza compromessi in ogni settore: dalle sospensioni al motore, dall’estetica agli accessori tecnici. Sul circuito umbro il test è stato anche per noi molto appassionante, con un top rider del calibro di Sebastiano Zerbo, impegnato prima nella messa a punto della moto e poi in una serie di giri molto veloci, con i ragazzi della Xbike con le mani tra i capelli (e non è un modo di dire…) nel vedere le staccate di traverso del nostro tester… Cominciamo però analizzando nel dettaglio come è fatta questa R1 da sogno…
CARBONIO A VISTA La trama del carbonio trasmette da sempre un senso di resistenza e velocità… I ragazzi della Xbike, adottando una carena in carbonio Febur, hanno voluto mantenere come fondo proprio la tanto pregiata fibra, portando il numero 22 sul muso della R1 e, sulle pance e sul codone, quelle piume stilizzate simbolo di leggerezza. Sulla “vasca” della carena troviamo poi i loghi Xbike e Yamaha, più quello della Estrografica, azienda che ha curato proprio il progetto grafico. Anche entrambi i parafanghi e i convogliatori dell’air-box sono in carbonio, cosi come la parte anteriore del serbatoio su cui è stato applicato un tappo a sgancio rapido della Valtermoto. Il plexiglas fumé, molto azzeccato, è firmato Biondi e rappresenta solo uno dei tanti accessori che arricchiscono questa moto, come la sella in neoprene, le protezioni dei carter in carbonio e in ergal o come le pedane regolabili della Valtermoto. Ovviamente come accade spesso per queste superelaborazioni sono i componenti tecnici che concorrono fortemente all’appeal estetico della moto, soprattutto visto il valore aggiunto che portano marchi del calibro di Öhlins, Brembo o Akrapovic.
ALLA CICLISTICA NON SI COMANDA La Xbike Performance non ha badato a spese per la ciclistica della R1, scegliendo tutti i marchi più affermati del mercato. Le sospensioni sono firmate Öhlins con una forcella da 43 mm pluriregolabile e il nuovo monoammortizzatore TTX abbinato al forcellone di serie. Anche l’ammortizzatore di sterzo è del marchio distribuito in Italia dalla Andreani Group ed è posizionato sotto la piastra di sterzo. Quest’ultima è in Ergal ricavata dal pieno e realizzata dalla Style and Performance di La Spezia. Le ruote sono firmate Marchesini, nel classico modello a 5 razze a “Y” in alluminio forgiato, sulle quali hanno trovato posto gli ormai affermati dischi Braking flottanti modello Wave. Per il posteriore è stato scelto invece il disco fisso da 220 mm sempre realizzato dalla Braking. L’avantreno è affidato a due possenti pinze Brembo radiali a quattro pistoncini azionate da una pompa radiale 19 x 20 mm, mentre al posteriore è stato mantenuto l’impianto di serie firmato Nissin. Sia all’anteriore che al posteriore l’impianto frenante è servito da tubazioni in treccia della Tecnomotors, con una vaschetta per la pompa posteriore realizzata in ergal dalla Bonamici Racing.
MOTORE POTENZIATO CON COMPONENTI DOC Il quattro cilindri Yamaha del 2007 è passato da 5 a 4 valvole per cilindro, una configurazione più razionale che non a caso si è rivelata vincente anche sui campi di gara del mondiale Superbike. Anche in questo ambito non si è badato a spese con un impianto completo in titanio con terminali in carbonio della Akrapovic, che a livello estetico “lega” perfettamente con il carbonio del codone. Questo è coadiuvato da un filtro aria Race della BMC e il tutto è gestito alla perfezione da una centralina aggiuntiva Power Commander III USB, affiancata da un modulo d’iniezione Dynojet che “pulisce” al meglio la curva di erogazione. Inoltre è stato applicato anche il Quick Shifter della Dynojet, il sensore per la cambiata elettronica, che abbinato alla pedana rovesciata ha dato il definitivo tocco racing alla guida della R1 consentendo di salire di marcia senza lasciare il gas e senza usare la frizione. Anche la trasmissione di serie ha dovuto farsi da parte per far posto al kit GP firmato D.I.D. Infine per tenere a bada le temperature di esercizio è stato installato un radiatore maggiorato della H2O Performance. L’incremento di prestazioni è rilevante con ben 167,2 CV a 12.500 giri/min contro i 161,9 CV a 12.310 giri/min, con un valore di coppia massimo incrementato di 6,2 Nm.
PERFEZIONATO L’ASSETTO RIMANE SOLO DA APRIRE IL GAS! Lavorare (se così ci è concesso dire…) con un pilota di grande esperienza come Zerbo è stato davvero eccitante. Questo perché Sebastiano porta con sé quel metodo di lavoro che ha inevitabilmente acquisito sui campi di gara nel corso della sua onorata carriera. Salito sulla R1 ha percorso qualche giro tanto per prendere confidenza con la moto, quindi è rientrato al box ed ha voluto effettuare subito nelle importanti modifiche: “La forcella è troppo dura, togliamo un po’ di molla, e il cannotto di sterzo va serrato perché non mi sembra a posto. Il mono è troppo frenato in ritorno, apriamolo di due click. Ci vorrebbe un dente in meno di corona per addolcire un po’ l’erogazione, si impenna in continuazione!”. Dopo una piccola pausa in cui Lele e Ripo hanno provveduto ad apportare le modifiche richieste Sebastiano è rientrato in pista seminando il panico tra gli altri amatori che giravano in pista. Monoruota in uscita, sorpassi in ogni punto del circuito, ma soprattutto dei traversi da paura alla staccata alla curva del muro con i ragazzi della Xbike che sulla terrazza del circuito di Magione avevano le mani nei capelli!
Zerbo migliorava il tempo sul giro ad ogni tornata, tenendo un passo del 1’18’’00 basso, con un best lap di 1’17’’25… Non male visto il traffico e le raccomandazioni dei proprietari! Tornato al box ecco il suo commento: “Con l’assetto sistemato va meglio. Prima era troppo rigida e non affondando davanti, il posteriore andava dove voleva. Una forcella più morbida invece dà sicurezza, ti aiuta a guidare. Il motore spinge da paura, è molto pieno a tutti i regimi e il cambio elettronico ti istiga nel vero senso della parola ad andar forte. I freni sono semplicemente perfetti, potenti e ben messi a punto. Infine la strumentazione PZ Racing è molto chiara nel visualizzare tutte le informazioni di cui hai bisogno…” . Bene quindi il lavoro della Xbike, di cui a breve scopriremo un’altra elaborazione su base R6 2007… A presto!
HIGHLIGHTS Sospensioni da corsa Strumentazione PZ Racing Freni potenti e a punto Grafica racing Motore curato e potente Assetto ok dopo la cura “Zerbo”
SCHEDA INTERVENTO ESTETICA Carena in carbonio Febur 1.200,00 Euro Canali air-box carbonio Febur 200,00 Euro Verniciatura by XBike 600,00 Euro Grafica XBike by Estrografica 300,00 Euro Plexiglas Biondi 85,00 Euro Viti carena sgancio rapido VMC 48,00 Euro Sella neoprene sagomata VMC 67,00 Euro Protezioni telaio Yamaha 49,00 Euro Protezione frizione Euroracing 45,00 Euro Protezione carter anticipo Bonamici Racing 49,00 Euro Copri air-box in carbonio Yamaha 265,00 Euro Tappo serbatoio VMC 115,00 Euro Pedane VMC tipo 1.5 257,00 Euro Manopole Progrip 14,00 Euro MECCANICA Catena corona pignone D.I.D. 290,00 Euro Scarico completo Akrapovic 2.600,00 Euro Filtro aria BMC 120,00 Euro Centrallina PC III USB 358,00 Euro Modulo anticipo Dynojet 336,00 Euro Cambio elettronico Dynojet 322,00 Euro Radiatore H2O Performance 2.304,00 Euro Cruscotto racing PZ Racing 750,00 Euro CICLISTICA Forcella Öhlins da 43 mm 3.050,00 Euro Piastra forcella in Ergal S&P 546,00 Euro Mono Öhlins TTX 1.542,00 Euro Amm. di sterzo Öhlins 358,00 Euro Cerchi Marchesini in allum. forgiato 1.600,00 Euro Pompa radiale Grembo 19 x 20 mm 240,00 Euro Pinze radiali Grembo 1.416,00 Euro Dischi anteriori Braking 420,00 Euro Disco posteriore Braking 137,00 Euro Tubi freno in treccia Tecnomotors 170,00 Euro Vaschetta olio posteriore Bonamici Racing 49,00 Euro Semimanubri Euroracing 190,00 Euro TOTALE (IVA INCLUSA) 19.822,00 Euro
IL PREPARATORE Xbike Performance Strada Nazionale Adriatica Sud, 296 61035 - Marotta (PU) - Tel. e Fax: 0721/960128 info@xbikeperformance.it - www.xbikeperformance.it
CURIOSITÀ TECNICA I ragazzi della Xbike stanno studiando un impianto di registrazione con varie microcamere montate sulla moto… Durante il nostro servizio hanno registrato ogni momento di guida del nostro Sebastiano… Chissà se ora cominceranno finalmente ad andar forte!
PAGELLA ESTETICA IL CARBONIO È SEMPRE AFFASCINANTE 28/30 MECCANICA CURATA A 360 GRADI 28/30 CICLISTICA MANCA DAVVERO POCO AL MONDIALE 28/30 IN PISTA TI STRAPPA I SEMIMANUBRI DALLE MANI 29/30 IL VERDETTO COMPLIMENTI ALLA XBIKE PER QUESTA CREAZIONE COSÌ VELOCE E BEN CURATA IN OGNI SINGOLO REPARTO 105/110
PREGI MESSA A PUNTO DEL MOTORE IMPIANTO FRENANTE POTENTE E GESTIBILE DIFETTI IL RAPPORTO FINALE TROPPO CORTO L’HA RESA MOLTO DIFFICILE DA SFRUTTARE ALL’APERTURA DEL GAS
I dati dichiarati dal Costruttore della moto di serie YAMAHA YZF-R1 M.Y. 2007 // Potenza dichiarata 189,00 CV a 12.500 giri/min // Coppia dichiarata 118,30 Nm a 10.000 giri/min // Peso a secco dichiarato 177 kg
RILEVAMENTO POTENZA E COPPIA YAMAHA YZF-R1 ’07 BY XBIKE PERFORMANCE // Potenza alla ruota std 161,98 CV a 12.310 giri/min // Potenza alla ruota modificata 167,21 CV a 12.500 giri/min // Coppia alla ruota std 105,08 Nm a 9.650 giri/min // Coppia alla ruota modificata 111,37 Nm a 9.750 giri/min Potenza specifica 167,5 CV/l Range utile (giri/min) da 9.750 a 12.500 Pressione media effettiva 13,52 bar Velocità lineare pistone 22,33 m/s Rendimento trasmissione 94,78% Pressione 1.006,78 mbar Temperatura 21,21 °C Umidità 40%
CIRCUITO DI MAGIONE (ITA) TRACK DAY CON ZERBO
Il test della R1 by Xbike Performance si è rivelata un’ottima occasione per carpire qualche segreto di guida del nostro “ospite” Sebastiano Zerbo. Gli abbiamo chiesto di illustrarci nel dettaglio come si affronta con una supersportiva 1.000 cc il circuito di Magione. “Nuccio” non si è certo risparmiato elargendo consigli molto utili sui punti di staccata, rapporti e traiettorie “Si arriva al tornantino dopo aver innestato la terza marcia. In ingresso si passa di nuovo alla seconda rimanendo stretti in uscita, per poi allargare pian piano che si viene fuori per immettersi sul rettilineo. Come traiettorie in questa parte non c’è molto da inventare” “Per la seconda curva il consiglio è sempre quello di rimanere vicini al cordolo interno durante la percorrenza che si deve fare in seconda marcia. L’uscita è abbastanza dolce e si riapre il gas raddrizzando la moto”
“Alla prima staccata si arriva in terza piena, si frena a 150 metri scalando una marcia. La curva è abbastanza lunga e si percorre pelando il gas. Bisogna rimanere stretti in uscita, aprendo man mano l’acceleratore. Nel breve rettilineo che ci porta alla seconda curva si può inserire un attimo la terza, o percorrere il tratto tirando la seconda marcia” “Dopo aver scaricato tutta la terza e la quarta, si arriva alla staccata in fondo al lungo rettilineo in quinta a 250 km/h. Si frena a 150 metri scalando fino alla seconda che si usa fino alla curva 5”
“Con una 1.000 cc in questa curva si possono usare due marce: o si mantiene la seconda, innestata nella staccata dopo il rettilineo o si può passare anche alla prima marcia per avere il motore bene in tiro. Il consiglio comunque è che se non si è troppo esperti è meglio tenere la seconda con il motore più fluido nell’erogazione”
“Il discorso è lo stesso della curva 5. Se si vuole una moto meno nervosa è meglio affrontare tutta questa parte lenta in seconda marcia, mentre per ottenere dei buoni miglioramenti nel tempo sul giro si può percorrere anche la “esse” che immette sul rettilineo principale in prima marcia. Ripeto però che questo modo di guidare è adatto solo a piloti esperti”
Seguite questi consigli e i vostri tempi a Magione non potranno che migliorare! |
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