Deus ex Machina Stampa E-mail
Motociclette, bicicli a ruota fissa e tavole da surf rappresentano il trittico magico di una concreta “cultura” che, alla Deus Ex Machina, tiene insieme mondi all’apparenza lontani ma accomunati da un abilità costruttiva che sta a metà tra una bottega e una galleria d’arte. Triangolo virtuoso Questo triumvirato di attività identifica un gruppo di giovani che, con dedizione, cerca di diffondere ed elaborare, ogni volta in maniera diversa, la trasposizione della passione nel lavoro. La nostra attenzione è carpita, in prima istanza, dal design e dal modo, stravaganti, con i quali in Deus l’ideazione e la costruzione delle moto si perpetua, celebrando la custom culture che, dagli anni 40 ad oggi si è arricchita di stile e tecnologia, una sorta di seconda vita.
 
 Tutto il lavoro di Deus è sintetizzato all’interno di un edificio di circa 1.600 mq, a Sydney, in Australia. Tempio dell’entusiasmo, nel quale il design e le suddette attività, si fondono tra loro seguendo un flusso di idee, fruttifere e impetuose. Le moto sono il centro di gravitazione della produzione, forse la prima espressione di un nuovo modo di reinterpretare l’essenza della mascolinità. Partendo dalle Yamaha SR400S e TW220S, fino ad arrivare alla Kawasaki W 650S, si resta colpiti dalla diversità delle moto con le quali gli uomini Deus hanno a che fare e dalla completezza della proposta che permette al cliente di sentirsi al centro di un mondo, dall’abbigliamento alle moto, deusexmachinapassando per biciclette e tavole da surf, fino a d arrivare a selezioni di libri ed opere d’arte, tutto rigorosamente in look Deus. Questa miscela di culture è spiegata dalla genesi dell'azienda australiana, nata dall’unione di più anime. Infatti il gruppo è composto da motociclisti, ciclisti e surfisti, tutti seriamente fedeli alle loro passioni: grazie a questa sinergia è stato possibile accantonare le frenesie del marketing, generatore delle produzioni di massa, coltivando così il sogno di diffondere una cultura motociclistica fatta di accensioni a pedale e onde da cavalcare. I tre ”deus” Il numero tre fa parte dell’identità Deus e casualmente si ripete come un ritornello: le tre direttrici del workshop si ripresentano puntualmente, questa volta rappresentate dai singoli capofila, che, prima da soli e poi in sinergia, hanno contribuito ad alimentare questa fantastica unione di forme e colori.
 
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