Può un terminale pesante soltanto 500 grammi condizionare in modo ponderoso l’estetica e le prestazioni della Hornet 600? Sì se si tratta dell’inconfondibile, corto, cattivissimo… DOUBLE GUN di MIVV
Per i possessori della Honda Hornet dalle versioni ’07 ad oggi, c’è un motivo in più per rimettere le mani sul mezzo. L’arrivo di una versione dedicata del Double Gun, il terminale di MIVV presentato a EICMA, che ha già collezionato un buon numero di estimatori. Un vero e proprio fan club! Questa naked , una delle Honda più vendute degli ultimi anni, è una candidata perfetta per questo scarico, che a sua volta la ripaga con un look da urlo e prestazioni indubbiamente interessanti. MIVV ha preso in considerazione la versione da 600 cc (che ricordiamo è arrivata sul mercato nel 1998 interessando un pubblico sempre più vasto per la sua facilità di guida e la sua immagine da vera streetfighter)… a partire dalla versione del 2007. Quindi il Double Gun si potrà montare anche sulla migliorata e più esuberante versione presentata nel 2009 e verrà improntato a suo tempo anche per la versione 2011.
L’intesa del terminale con il 4 cilindri di Honda è, in entrambi i casi, ottima. Basta leggere la tabella con i dati al banco (rilevati alla ruota) riportata in calce per farsi un’idea dell’incremento ottenibile. Il Double Gun “omologato” aggiunge quasi 3 CV ai medi regimi e supera leggermente questa soglia senza il dB-Killer. Allo stesso modo vediamo un brillante aumento del “tiro” con l’aggiunta di quasi 5Nm alla coppia a 3.900 giri.
Com’è fatto il DOUBLE GUN Ormai noto agli appassionati, lo scarico di MIVV che ricorda un “fucile a canne mozze” è realizzato con una cura maniacale, utilizzando esclusivamente titanio lavorato con saldature a TIG perfette, lasciate in bella vista. L’impatto estetico è fortissimo e anche la sua voce, nonostante le dimensioni minimaliste, non lascia indifferenti. Il terminale è fornito di dB-Killer estraibile e pesa soltanto mezzo chilogrammo. Un ulteriore tratto distintivo è costituito dall’originale etichetta in titanio, laserata e saldata al corpo.
Si è chiusa la quarta edizione di Motodays con il record di ben 128.400 presenze nei quattro giorni del Salone Moto e Scooter tenutosi presso la Fiera di Roma
Dall’8 all’11 marzo, la Fiera di Roma ospiterà la quarta edizione di Motodays, Salone Moto e Scooter del Centro-Sud Italia. Sarà possibile visitare le molte aree dedicate alle due ruote tra le quali: Kromature per il mondo custom, Days on the Road per il turismo e Market One to One per l’usato. Da segnalare la presenza dei campioni della Velocità e quelli che daranno spettacolo nelle rinnovate aree esterne, ancora più vicine al pubblico.
Gran successo per il salone di Verona che, dopo tre giorni di festa della moto e quasi 130.000 visitatori al Motor Bike Expo, rappresenta la più grande manifestazione mondiale nel custom: tra competizioni riservate a moto personalizzate, esibizioni e spettacoli nelle aree esterne, sport, turismo e sicurezza stradale
TRIBUTE TO RICHARD PETTY COSA SUCCEDE QUANDO IL “MONDO A STELLE E STRISCE” DIVENTA UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER LE PERSONE? NE INFLUENZA LA VITA, ISPIRANDONE OGNI AZIONE…
La RSV4 tuned by Febur conserva i tratti salienti della sua cugina di serie. Una “mille” supersportiva dalla tecnologia racing assolutamente esclusiva, sviluppata intorno al motore 4 cilindri a V stretta, frutto del sapere tecnico che ha portato Aprilia al trionfo sui circuiti di tutto il mondo
Lo scooter di serie più prestante e il proprietario più incontentabile danno origine ad un “mostro” di potenza capace di erogare 108 CV di picco, grazie ad una massiccia elaborazione e all’ausilio del protossido d’azoto.
Lo slogan delle Officine Rosso Puro sintetizza egregiamente questa S3: una Guzzi trovata in condizioni pessime appoggiata ad un albero, alla quale Filippo Barbacane ha restituito una nuova vita e l’ha fatta ruggire nuovamente
Una cafè racer tout terrain, capace di cambiare le carte in tavola ogni qual volta il gioco si fa duro. Carattere da vendere, muscoli e tanta voglia di sfatare il luogo comune. Questa 883 Scrambler non rispetta gli schemi classici della casa di Milwakee, ma li stravolge in maniera squisitamente Cafè